Quanti di noi, nel sonno, temono di diventare invisibili e scomparire alla vista dei propri cari? Il cinema delle meraviglie, da Méliès in poi, si è sempre divertito a giocare col mondo immaginato dell'aldilà, creando quel tessuto connettivo che unisce – e separa – le vicissitudini dello schermo da quelle reali. Nel nuovo film di David S. Goyer, The invisibile, è proprio il non essere visti a creare l'intreccio narrativo di un plot non certo originalissimo. Non è facile, certo, cercare sempre idee nuove e raffinate, in questo caso, però, la trama sembra farsi scudo del "coup de théâtre" che scatena una serie di incredibili eventi. Un normalissimo adolescente, fidanzato con una sua coetanea e pieno di buone maniere, viene pestato a sangue da alcuni individui sconosciuti che lo riducono in fin di vita. Sospeso fra la vita e la morte, si rende conto che il suo purgatorio è composto da un mondo a metà: si trova ancora sulla terra, vive in mezzo alla sua famiglia ma nessuno può più notarlo e comunicare con lui. Eccezion fatta per una ragazza con forti disturbi mentali seguiti all'improvvisa scomparsa della madre, che lo aiuterà a risolvere un mistero apparentemente inspiegabile. Uscito da qualche mese nelle sale americane (dove sembra aver riscosso un discreto successo), il film si lega al filone dei thriller a sfondo fantastico, regalando quello che sembra a tutti gli effetti un intreccio fra Ghost e Donnie Darko (basta guardare un primo trailer per riconoscere ambientazioni decisamente familiari). Il ragazzo invisibile sta per arrivare.
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